venerdì 28 aprile 2017

BACCHE DI GINEPRO in Erboristeria


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Principali Utilizzi
  • stanchezza generale
  • affezioni alle vie urinarie
  • fermentazioni intestinali
  • reumatismi
  • artriti
  • tosse
  • pesantezza alla testa
  • problemi legati al ciclo mestruale
Proprietà Terapeutiche
  • diuretico
  • antisettico
  • balsamico
  • stimolante
  • espettorante
  • stomachico
  • antireumatico
Generalità e Caratteri Botanici
Il ginepro (Juniperus) è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Cupressaceae che comprende il ginepro comune, ma anche tante altre specie apprezzate per la qualità del legno dell'arbusto (Juniperus virginiana) o come piante ornamentali (Juniperus sabina e Juniperus rigida).

 Il Juniperus communis, noto come ginepro comune o semplicemente ginepro è un arbusto sempreverde, di altezza compresa tra 1 e 10 metri, con foglie aghiformi e bacche (o coccole) blu-viola ricoperte da una pellicola opaca chiamata pruina.
In Italia è molto diffuso sulle Alpi ma anche sull'Appennino fino al Lazio e in Sardegna.

Raccolta e Conservazione
Raccogliere i frutti quando sono maturi. Essicare in luogo ombroso e ventilato.

Alcuni consigli su come sfruttarlo
  • Per preparare un infuso di ginepro lasciare in infusione per 5 minuti delle bacche di ginepro (15gr) schiacciate in 1 litro d'acqua bollente. Bere 2 tazze al giorno di questo infuso favorisce la diuresi, calma la tosse e purifica le vie urinarie.
  • Lasciando macerare per 2 settimane 10gr di bacche schiacciate in 1 litro di vino bianco con una scorza di limone si otterrà un macerato di ginepro che, assunto dopo i pasti (ne basta un bicchierino), previene bruciori di stomaco e meteorismo.
  • L'olio essenziale di ginepro è perfetto per un massaggio rilassante ed emolliente, soprattutto se unito a quello di mandorle o di jojoba. Aiuta a rilassare i muscoli contratti, a prevenire crampi e a tonificare i tessuti connettivi. Vedi anche olio essenziale di ginepro.
Uso in cucina
Il ginepro era molto amato già al tempo dei Romani e Apicio lo indicava come spezia indispensabile nella cucina di un cuoco e ottimo sostituto del pepe.
Le bacche del ginepro hanno un sapore acidulo per questo smorzano bene cibi forti come la selvaggina e i crauti. Molto apprezzate anche per insaporire preparazioni di patate o pesce al cartoccio.

Molto utilizzato nella preparazione di alcolici facendo fermentare il succo delle bacche e quindi distillando (gineprato e acquavite di ginepro) e per fare liquori tramite distillazione dello spirito sulle bacche (gin).

Il legno del ginepro è molto profumato, per questo viene usato per affumicare i salumi (è il caso del rinomato speck del Trentino) e posto nei forni a legna per dare aroma al pane durante la cottura.

Curiosità sul ginepro
Il ginepro è sempre stato considerato dalla medicina popolare un rimedio naturale per la cura di diversi disturbi e nel XIX secolo l'abate tedesco Sebastian Kneipp suggeriva ai malati di influenza di avvolgersi in una coperta riscaldata ai vapori di una pentola in cui venivano fatti bollire bacche e rami di ginepro.

Il nome ginepro deriva dalla parola celtica juneprus che significa “acre”.
Il detto “trovarsi in un ginepraio” si riferisce ai rami intricati del ginepro e alle sue foglie pungenti per indicare metaforicamente una situazione difficile e problematica.

Protagonista di una favola dei fratelli Grimm e di diverse storie e credenze popolari, questa pianta sarebbe stata l'unica (secondo una leggenda medioevale) a dare riparo alla Sacra Famiglia durante la fuga in Egitto e per questo il ginepro fu benedetto dalla Vergine.

La tradizione popolare ha sempre attribuito al ginepro il potere di tenere lontane streghe e spiriti maligni, per questo i suoi rami venivano appesi alle porte delle stalle per preservare la salute del bestiame, venivano posti sul tetto delle case appena costruite e Greci e Romani li bruciavano come fossero incensi per purificare l'aria.

Il legno di ginepro veniva utilizzato per costruire utensili da cucina, così da inebriare del suo dolce aroma tutte le pietanze che si preparavano, un esempio era il mestolo per girare la polenta.

Alcuni arbusti di ginepro (Juniperus rigida e Juniperus chinensis) vengono utilizzati in Giappone nell'arte Bonsai poiché permettono di ottenere forme molto originali e ardite.

mercoledì 26 aprile 2017

Olio Essenziale di GINEPRO



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Olio essenziale di Ginepro (bacche)
(Juniperus communis)
 Nota di Base

AROMATERAPIA: 
Agisce come energizzante, riscaldando e aumentando la sicurezza e la volontà delle persone caratterialmente paurose, timide, sensibili al freddo; con il suo potere depurativo sblocca le situazioni stagnanti in cui una persona tende a rinchiudersi e ad isolarsi, aiuta a ritrovare la determinazione per affrontare gli ostacoli della vita. Induce ad aprirsi e ad uscire dalla stasi quando pensieri negativi, preoccupazioni, ricordi spiacevoli, o sensi di colpa opprimono l'anima.

Elemento: Terra e Fuoco.

Armonizzazioni con altri oli essenziali: 
Cedro, Cipresso, Geranio, Lavanda, Pino mugo, siberiano, silvestre, Rosmarino, Sandalo (legno), Salvia.

FAMIGLIA: Cupressaceae
NOMI COMUNI: Xaneibe, coccole, zinier, nietro
PROVIENIENZA: Canada, Ungheria, Francia, Spagna e altri paesi.
PRINCIPI ATTIVI: Alfa e beta-pinene, mircene, limonene, sabinene, germacrene, cariofillene, gamma-terpinene.
PROFUMO: profumo fresco, dolce, balsamico

LA PIANTA: Arbusto ramoso o alberetto (1-10 m) sempreverde, comune in luoghi aridi, incolti o boschivi, fino 2.500 m di altitudine. Le foglie sono lineari e aghiformi, pungenti, riunite in verticilli di 3. I fiori sono piccole infiorescenze; la pianta è dioica per cui quelle maschili sono piccoli coni ovoidali di colore giallastro, quelle femminili sono piccoli coni di colore verdastro. I frutti sono pseudo-bacche di colore brunastro, chiamate “galbuli”, squamose e pruinose, ricche di olio essenziale, composte da 4 squame carnose saldate tra loro, e contenenti da 1 a 3 semi angolosi.
L'OE si ricava con il metodo della distillazione in corrente di vapore e si ottiene un liquido giallo paglierino, quasi incolore, che emana un intenso profumo balsamico.
    
PIANETA GOVERNATORE: le sue qualità sono comparabili a quelle di Cipresso ed Incenso e risulta dominata dallo stesso pianeta, Saturno.

CHAKRA di riferimento: nonostante si esprima bene verso il 2° Chakra, in quanto esistono molteplici proprietà benefiche sull’addome ed organi emuntori, alcune sue caratteristiche energetiche agiscono a favore del 7° Chakra
 
PROPRIETÀ:
ANTINFIAMMATORIO (stimola, con la frizione, la produzione corporea di cortisone)
DISTENSIVO
ESPETTORANTE e ANTICATARRALE
ANTISETTICO delle vie urinarie
STIMOLA LA DIURESI
DEPURATIVO e DRENANTE

FA BENE IN CASO DI....
MAL DI TESTA
DOLORI REUMATICI, ARTROSI, ARTRITE E GOTTA
CONTRATTURE
MAL DI SCHIENA
STRESS
TOSSE E RAFFREDDORE
CISTITI
STASI VENOSA
RITENZIONE IDRICA E CELLULITE
ACNE
PELLE GRASSA e IMPURA
EMORROIDI

CONSIGLI X L'USO:

- Massaggi per cellulite e ritenzione idrica, massaggi decontratturanti

- Acne: Si possono usare 5, 10 gocce di OE di ginepro in 200 ml di tonico. Massaggiare delicatamente il viso evitando la zona perioculare, lasciare agire qualche minuto e poi risciacquare con acqua tiepida.

- Emorroidi: in 300 ml di acqua, bollita e fatta raffreddare, mettere 5-6 gocce di olio essenziale di Ginepro. Immergere una compressa di garza sterile e applicarla sulla parte; cambiare l'impacco di tanto in tanto.

- Bagno antistress: nell'acqua della vasca mettere 12 gocce di olio essenziale di Ginepro. Rimanere immersi nella vasca, al buio, per almeno una ventina di minuti. Questo bagno risulta più efficace se fatto la sera, prima di coricarsi.

 - Massaggi stimolanti il Ciclo Mestruale: diluire 3-4 gocce di essenza in un cucchiaino di olio di mandorle: massaggiare delicatamente l’addome.

SPUNTI E CURIOSITA':
Noto fin dall'antichità soprattutto per le sue proprietà depurative e antisettiche, i suoi rami venivano bruciati, per disinfettare le navi provenienti da zone in cui si erano verificate epidemie; cosa che viene fatta ancora oggi negli allevamento dei bachi da seta, per purificare i ricoveri degli insetti.
Dalla distillazione delle sue bacche, si ottiene un forte liquore chiamato appunto “gin”. Il ginepro era ed è tuttora, una pianta apprezzata dai montanari per aromatizzare grappe e arrosti.

CONTROINDICAZIONI
Solo per uso esterno. L'OE di Ginepro non va mai applicato direttamente sulla pelle, perché può irritare. Non è mai consigliabile un uso interno di quest'olio essenziale senza stretto controllo medico, comunque in nessun caso in gravidanza e in presenza di malattie renali. 

venerdì 21 aprile 2017

AROMATERAPIA

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L’aromaterapia è una branca della fitoterapia, che utilizza come rimedi gli oli essenziali molto concentrati detti anche essenze. L’aromaterapia si basa su principi olistici, esamina il problema nel suo complesso, non solo i sintomi, soffermando l’attenzione sul modo in cui le essenze possono dare benefici all'uomo. L’uso dell’aromaterapia non deve essere considerato come una cura magica, ma piuttosto come un aiuto complementare alle cure mediche tradizionali, anche se molti credono fortemente che contribuiscano in maniera determinante a innescare la guarigione dall'interno del corpo.
La parola aromaterapia è stata utilizzata per la prima volta dal chimico francese Renè Gattefosse, che lavorava nel campo dei profumi e che, essendosi scottato la mano, applicò l’olio essenziale di lavanda e osservò che la lesione cicatrizzava in tempo inferiore alla norma. Egli mise a punto un test, aromatogramma, per misurare la capacità degli oli come antibatterici, antimicotici e antivirali. Verso il 1950, gli studi del medico Jean Valnet, riconobbero scientificamente le proprietà delle essenze. Oggi gli studi vengono effettuati in laboratori universitari e confermano l’efficacia nei confronti dei diversi germi patogeni.
Gli oli derivano da un’unica pianta e sono presenti in piccole quantità rispetto alla massa del vegetale.

Le vie che veicolano l’informazione dei vari oli sono, oltre a quella orale che è sconsigliata se non sotto stretto controllo medico, la via olfattiva, l’applicazione sulla pelle e attraverso l’aria inspirata.
I RECETTORI OLFATTIVI captano le molecole e veicolano l’informazione, attraverso il nervo olfattivo, direttamente alla corteccia cerebrale senza mediazione, che risponde producendo neurotrasmettitori e altre sostanze chimiche atte a rilassare o stimolare il sistema nervoso e conseguentemente l’organismo. I recettori del naso, sono collegati con quella parte del cervello interessata alla memoria e alle emozioni: a tutti è capitato di sentire un odore che rievoca ricordi che pensavamo perduti. L’olfatto è molto influente sul cervello, basti pensare che il neonato riconosce l’odore della pelle della madre oppure che l’attrazione sessuale è fortemente condizionata dall’odore dei feromoni. I neurobiologi hanno dimostrato che lavorare in un ambiente profumato aumenta le prestazioni di un individuo.
La Pelle è un altro veicolo utilizzato in aromaterapia, attraverso il massaggio perchè gli oli essenziali vengono assorbiti dall’epidermide. Oltre al massaggio, in caso di contratture muscolari, problemi articolari, di circolazione sono utili come antibatterici, antisettici e antimicotici se, opportunamente diluiti vengono utilizzati per pulire ferite o facilitare la cicatrizzazione, in caso di candidosi o per tenere lontani gli insetti.
Il Respiro porta l’olio, in minuscole quantità, negli alveoli polmonari e al sangue risultando espettorante e disinfettante nelle infezioni e infiammazioni del tratto respiratorio ma, apporta benefici anche in caso di tensione nervosa, ansia o tristezza.

Vedi anche OLI ESSENZIALI

OLI ESSENZIALI

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Parliamo oggi degli OLI ESSENZIALI (OE) che sono una parte fondamentale del lavoro dell'Operatore Olistico.
Scopriamo ora cosa sono e a cosa servono, poi, piano piano, ne analizzeremo uno per volta.

Gli OE sono sostanze molto pregiate, estratte dalle piante aromatiche, conosciute fin dall'antichità.
Gli oli essenziali sono odorosi, oleosi, molto volatili (evaporano rapidamente), sono solubili in alcol e negli oli, insolubili in acqua e infiammabili. Gli oli essenziali di una pianta sono l’equivalente degli ormoni, hanno una chimica complessa, sono estremamente concentrati e rappresentano l’anima della pianta, l’informazione energetica che esercita un’azione fisica ma anche psichica e spirituale. Le specie botaniche che più si prestano alla produzione di essenze si distribuiscono prevalentemente nelle zone calde, dove il sole col suo calore e la sua luce ha maggiore intensità. A seconda della pianta, le essenze possono essere ricavate dai petali dei fiori, dalle foglie, dalle radici o dal legno. In molte piante, gli oli sono addirittura distinguibili sotto forma di minuscole goccioline come nelle foglie del rosmarino, nei fiori di lavanda o nella buccia delle arance (se schiacciate la buccia di una arancia, le minuscole goccioline che schizzano sono olio essenziale).
Metodi di estrazione
L’estrazione delle essenze varia a seconda della pianta, il metodo più utilizzato è la distillazione in corrente di vapore , utilizzata in genere per fiori e foglie, la spremitura a freddo utilizzata per gli agrumi, l’ENFLEURAGE che utilizza un grasso animale (oggi molto spesso sostituito da solventi) per estrarre l’essenza e l’estrazione per mezzo di solventi.

Possono essere usati tramite:
- inalazioni (AROMATERAPIA)
- assunzione orale
- assorbimento epidermico (massaggi, pediluvi, bagni)

Sono usati anche nella preparazione di vari tipi di prodotti per la cura della pelle, la pulizia della casa, e per profumi.

Gli OE sono potenti sostanze botaniche, ed è importante conoscere alcune informazioni di base circa le loro proprietà, sulla loro sicurezza e le precauzioni per il loro utilizzo.

Proprietà degli oli essenziali

Gli oli essenziali lavorano in tre modi principali:
  • Eliminano virus, batteri e funghi nell'aria e sulla pelle, aiutandovi a rimanere in buona salute e privi di germi.
  • Aiutano a ridurre il dolore, le infiammazioni e il gonfiore, alleviando muscoli e articolazioni.
  • Sedano il sistema nervoso, rilassando i muscoli tesi. Calmano i nervi e calmano la mente.
Possono essere quindi: antisettici, antibatterici, antimicotici, cicatrizzanti, antireumatici, antinevralgici, digestivi, tonificanti, antispastici, anticatarrali, espettoranti, afrodisiaci, sedativi, riequilibranti, migliorano la circolazione venosa, rilassanti

Ogni olio essenziale ha i suoli punti di forza particolari e le sue proprietà, così ogni olio essenziale è particolarmente adatto per un certo scopo.

Metodi per le applicazioni:

MASSAGGI: l'olio essenziale non va mai applicato puro sulla pelle (ad eccezione di lavanda e tea tree) ma miscelato con un olio vegetale (mandorle, oliva, vinacciolo ecc). Le proporzioni sono circa 50 ml di olio vettore con 25 gocce di olio essenziale. 

IMPACCHI:
- Impacco freddo: acqua fredda in una bacinella, con anche cubetti di ghiaccio se uno vuole, con 5/6 gocce di olio essenziale.
- Impacco caldo: acqua calda del rubinetto con 5/6 gocce di olio essenziale. Immergete un panno di lino e cotone, strizzatelo e applicarlo sulla parte. Immergerlo ancora quando il panno e tiepido.

VAPORI ED INALAZIONI: 1/2 gocce di olio essenziale in un litro di acqua bollente. Con un asciugamano sulla testa respirate a fondo i vapori per alcuni minuti.

COLLUTTORIO: 2 gocce di olio essenziale in 200ml di acqua minerale, agitare bene. Fare sciacqui e gargarismi ma non ingerire.

POI....

- Profumare l'ambiente tramite vaschetta del calorifero o diffusore.
- Bagni caldi.
- Qualche goccia su un fazzoletto e poi annusare. O direttamente sul cuscino prima di andare a dormire.
- Qualche goccia in una crema da giorno o da notte

Come usare gli oli essenziali in modo sicuro
  • Fare intanto un test antiallergico: mettere una goccia di olio essenziale in un cucchiaio di olio vettore e strofinate nella parte superiore del torace. Se non vi è nessuna reazione dopo 12 ore, è sicuro da usare.
  • Diluite sempre gli oli essenziali quando li applicate sula vostra pelle (in vasca da bagno o olio da massaggio, per esempio.)
  • Le donne incinte devono stare attente a utilizzare oli essenziali. Solo alcuni oli essenziali sono considerati sicuri in gravidanza e sempre se usati in dosi piccole e ben diluite: cardamomo, coriandolo, geranio, zenzero, pompelmo, lavanda, limone, erba cedrina (chiamato anche melissa,) lime, neroli, palmarosa, petitgrain (arancio amaro), menta verde e ylang ylang.
Oli sintetici e oli essenziali naturali
Oltre agli oli essenziali estratti da piante o materiale vegetale sono presenti sul mercato una serie di oli sintetici, disponibili ad un prezzo inferiore alle loro controparti completamente naturali. Questi oli artificiali non hanno le stesse qualità curative e gli stessi effetti di quelli che vengono generati in modo naturale. Inoltre, ricordate anche che gli oli essenziali sono molto diversi dagli “oli profumati”, chiamati anche fragranze. Gli oli profumati contengono sostanze e prodotti chimici che non sono derivati naturalmente da una pianta, e proprio come gli oli sintetici, non hanno le stesse proprietà terapeutiche. Per questo è importante leggere sempre l’etichetta su tutti i prodotti che si intendono usare per l’aromaterapia.

Vengono suddivisi in tre categorie:

1. OLI DI BASE. Sono quelli ricavati dalla corteccia e dalla radice: la nota di base è calda, lenta e pesante, esplica un’azione stabilizzante, rilassante e sedativa e ci collega con la Terra. Tra questi abbiamo ad esempio Sandalo legnoPatchouliVetiver.

2. OLI DI CUORE. Si ottengono generalmente dal fusto, dalle foglie e dalle parti aeree della pianta (fiori e petali). Le essenze di cuore sono intense e sensuali, tendono a riequilibrare le energie fisiche e psichiche e agiscono sull’affettività. Esempi sono LavandaNeroli e Rosa.

3. OLI DI TESTA. Ricavati dagli agrumi e dalle bucce dei frutti, spingono le energie verso l’alto, verso il piano mentale; hanno un effetto dinamizzante, stimolante e rinfrescante, particolarmente adatto alle attività intellettuali. La nota di testa è tipica di ArancioLimoneMandarino e di altre essenze. 

venerdì 7 aprile 2017

OLI VEGETALI (oli vettori - base)

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Apprezzati da millenni per le loro proprietà emollienti e idratanti, gli oli vegetali sono gli ingredienti base della cosmesi naturale e per questa ragione sono i precursori della moderna dermocosmesi. Famosi per le loro proprietà risanatrici, hanno avuto un ruolo importante in molte antiche culture, sia come efficaci rimedi naturali terapeutici, sia come trattamenti cosmetici; sono una fonte meravigliosamente concentrata degli elementi nutritivi necessari alla vita, fra cui le vitamine, i minerali, e soprattutto un particolare gruppo di sostanze, i cosiddetti "acidi grassi essenziali".

Cosa Sono  
Gli oli vegetali sono dei prodotti naturali che si ottengono dalla “spremitura a freddo” di semi oleosi, come quello di mandorle o della polpa dei frutti, come l’olio d'oliva. Alcuni hanno proprietà che giovano alla bellezza, altri sono più indicati per uso interno per il benessere e la salute dell’organismo. Molti di questi oli possono migliorare i sintomi di diversi disturbi debilitanti, e tutti indistintamente possiedono la capacità di stimolare la nostra vitalità e di darci una pelle tonica, idratata e luminosa.

Proprietà ed Usi

Uso interno
Se usati come integratori naturali, forniscono dosi notevoli di lecitina, un fosfolipide importantissimo per molte funzioni fisiologiche (il nostro cervello ne è particolarmente ricco). Questa sostanza è fonte di colesterolo buono e svolge un’azione pulitrice del sistema circolatorio, perché elimina gli eccessi di colesterolo e trigliceridi; e la sua proprietà umettante, cioè di trattenere e cedere l'acqua, è utile nell'uso sia interno, che esterno.

Inoltre gli acidi grassi essenziali contenuti negli oli vegetali, rinforzano le delicate membrane che circondano le cellule cutanee, prolungandone il funzionamento fisiologico e ritardando i segni dell'età. Una carenza di queste sostanze può contribuire a molti disturbi associati con la vita moderna, come lo stress e le malattie cardiache.  La loro azione antiossidante aiuta i tessuti a resistere agli attacchi dei radicali liberi, composti che si formano per ossidazione, quando una cellula produce energia, capaci di disorganizzare le cellule stesse e provocare tumori.
Gli oli vegetali sono anche una buona fonte di vitamine liposolubili, cioè che si sciolgono nei grassi, come la vit. A, vit. D, e la vit. E, di cui la pelle ha bisogno per mantenere tono ed elasticità. Questi elementi sono indispensabili a ogni cellula vivente per funzionare in modo adeguato: Inoltre questi oli, assunti come supplementi alimentari, permettono di curare la nostra cute dall'interno, e anche di ritardare la comparsa dei segni dell’età.

Uso esterno
Oggi gli scienziati stanno scoprendo i loro segreti, e hanno notato che alcuni migliorano in modo significativo le condizioni della pelle, rinforzano le unghie e danno ai capelli uno splendore naturale. L’azione nutriente unita alla proprietà emolliente elasticizza la pelle, prevenendo rughe e smagliature e dona tono e vigore ai nostri capelli. Sono anche utili per attenuare i rossori cutanei per le loro virtù lenitive e calmanti nei confronti dei tessuti irritati o infiammati.
Per questa ragione sono impiegati nei cosmetici naturali, nei prodotti per la pulizia del corpo; e non possono mancare come preziosi ingredienti nella preparazione di creme fatte in casa.

Sono usati in generale come lubrificanti, per favorire lo scorrimento delle mani, nel massaggio con oli essenziali; e in tutte le tecniche, praticate per promuovere il benessere e alla salute del corpo, che prevedono l’azione diretta sulla pelle.
Infatti, in aromaterapia gli oli puri, completamente vegetali, sono utilizzati come “vettori”, cioè veicolano gli oli essenziali, nel loro uso esterno. Quest’azione veicolante inoltre permette di estrarre e conservare tutte le sostanze liposolubili delle piante. Per questa ragione si usano come solvente, nelle preparazioni chiamate “oleoliti”.


Ricordiamo che gli oli vegetali base o vettori, oltre alla funzione di veicolo, apportano anche nutrimento alla pelle, bisogna pertanto scegliere l'olio base più indicato per ogni situazione. E' importante che questi oli siano spremuti a freddo, affinchè mantengano integre le loro benefiche proprietà. E' sconsigliato, invece, usare oli di origine minerale, come l'olio di  vasellina, perchè tende ad osrtuire i pori della pelle.

Gli Oli Vegetali
  • ALOE VERA
  • ARACHIDI
  • ARGAN
  • AVENA
  • AVOCADO
  • BABBASU
  • BORRAGINE
  • CACAO
  • CANAPA
  • CARTAMO
  • COCCO
  • COTONE
  • CRUSCA DI RISO
  • CUMINO
  • ENOTERA
  • GERME DI GRANO
  • GIRASOLE
  • JOJOBA
  • KARITE'
  • KUKUI
  • LINO
  • MACADAMIA
  • MAIS
  • MANDORLE DOLCI
  • NEEM
  • NOCCIOLA
  • NOCCIOLO DI ALBICOCCA
  • NOCCIOLO DI PESCA
  • OLIVA
  • PALMA
  • PAPAVERO
  • PASSION FRUIT
  • PISTACCHIO
  • PRIMULA
  • PULA DI RISO 
  • RIBES NERO
  • RICINO
  • ROSA MOSQUETA
  • SESAMO
  • SOIA
  • TAMANU'
  • VINACCIOLO

Oli per il Massaggio Svedese

Nel precedente post abbiamo parlato del massaggio svedese, ora vediamo che tipo di olio usare con questo trattamento.
Ci sono tantissimi oli in commercio in grado di soddisfare le nostre esigenze, ma senza avere una grossa spesa possiamo crearceli semplicemente da soli.
Partiamo dall'olio base od olio vettore che generalmente è un olio vegetale, ce ne sono tantissimi, i più comuni e reperibili sono germe di grano, girasole, mandorle dolci, vinacciolo, soia, riso, oliva e anche il recente olio di argan.
La scelta dell'olio è abbastanza soggettiva, dipende da che tipo di massaggio si vuol fare e anche da come si trova l'operatore.
Nel nostro caso, oggi, stiamo parlando del massaggio svedese in tutte le sue sfumature e la scelta è abbastanza libera.
Personalmente io uso, come base, olio di vinacciolo in quanto mi trovo molto bene come consistenza ed è inodore. Però a voi la scelta!!!
Insieme all'olio base, andremo ad usare degli oli essenziali specifici per ogni tipo di massaggio.
Io di solito uso per 50 ml di olio base circa 25 gocce di olio essenziale.
Si possono miscelare più tipi di oli essenziali (consiglio non più di 4), le proporzioni sono a vostra discrezione.

MASSAGGIO EMOLINFATICO - ANTICELLULITE - DRENANTE

Ginepro: agisce su due fronti, circolazione sanguigna e ritenzione idrica. Ha un profumo molto intenso e risulta efficace sia tramite il massaggio sia con inalazione, sfruttando i benefici dell'aromaterapia.

Cipresso: olio dalle proprietà diuretiche e drenanti dei tessuti, è anche un vasocostrittore indicato per il trattamento di gambe stanche e come stimolante della circolazione periferica.

Betulla: svolge un'azione drenante per l'organismo e tonificante per il sistema linfatico e circolatorio.

Geranio: è ricco di un alcool terpenico detto geraniolo, il quale è in grado di agire sui tessuti, favorendone la cicatrizzazione. Agisce come astringente, contribuisce a rassodare la pelle e stimola la circolazione sanguigna. Quest'ultimo aspetto, in particolare, è utile per evitare la ritenzione idrica e combattere le smagliature.

Pompelmo: anche il pompelmo ha una percentuale di geraniolo, aiuta a rassodare la pelle ed è in grado di riattivare il metabolismo. Il suo intenso profumo è ritenuto un valido aiuto per limitare il senso di fame quando si è a dieta. Facilita l'eliminazione delle tossine e favorisce il corretto funzionamento del sistema linfatico.

Rosmarino: il suo principale beneficio è quello di contribuire al miglioramento del microcircolo, rivitalizzando i tessuti. Questo lo rende un ottimo alleato contro la cellulite. Aiuta anche a rafforzare la risposta allo stress da parte dell'organismo.

Limone:  stimola la circolazione sanguigna, soprattutto periferica, ottimo quindi come alleato contro la cellulite. Ottimo anche per contrastare l'invecchiamento della pelle e purifica la pelle grassa.

MASSAGGIO DECONTRATTURANTE - MUSCOLARE

Camomilla: noto per le sue proprietà antinfiammatorie. Aiuta ad alleviare il dolore muscolare, spasmi, mal di schiena e dolori mestruali.

Maggiorana: olio essenziale con proprietà sedative. Aiuta ad alleviare il dolore muscolare, spasmi, rigidità reumatismi, artrosi ed emocrania.

Eucalipto: olio essenziale dalle proprietà analgesiche e antinfiammatorie. Ottimo contro dolori muscolare e dolori neuropatici. Da usare in piccole quantità.

Menta: buono per dolori muscolari e articolari, mal di testa e dolore del nervo.

Rosmarino: possiede proprietà analgesiche ed antispasmodiche. Buono per alleviare il mal di schiena, dolori muscolari, articolari e mal di testa.

Timo: antispasmodico, buono per dolori articolari, muscolari, mal di testa e mal di schiena.

Salvia Sclarea: proprietà calmanti, lenitive, antispasmodiche e antinfiammatorie. Aiuta ad alleviare la tensione muscolare, spasmi e dolori mestruali. da usare in piccole quantità, e non in gravidanza!

Ginepro: ha proprietà antispasmodiche. Allevia il dolori del nervo, dolori muscolari e spasmi articolari.

Zenzero: può alleviare il mal di schiena e migliora la mobilità. Può essere usato per trattare il dolore artritico e reumatico, dolori muscolari e distorsioni.

Achillea Millefoglie: potente antidolorifico riparatore e analgesico. Potente antinfiammatorio. Ottimo per dolori muscolari ed articolari.

Wintergreen: non è noto come olio essenziale, ma è molto efficace per il trattamento di condizioni dolorose, tra cui il mal di testa, il dolore neuropatico, artrite e crampi mestruali. Questo olio contiene una percentuale molto elevata di salicilato di metile il componente principale dell'aspirina!

Canfora: olio ricco di cineolo, un principio attivo usato in diversi colluttori e sciroppi per la tosse, famoso per le sue spiccate proprietà balsamiche ed antinfiammatorie. Per questo motivo è impiegato in casi di dolori muscolari e reumatici.

Altre due piante molto usate in caso di dolori muscolari o articolari sono l'ARNICA MONTANA e l'ARTIGLIO DEL DIAVOLO. di cui parleremo in seguito.
Non si trovano come oli essenziali, è facile trovarle già in pomate o creme specifiche, o in oleolito.

MASSAGGIO RILASSANTE - ANTISTRESS

Sono moltissimi gli oli che danno effetti rilassanti, ma in questi anni ho scoperto che la reazione ad essi è diversa a seconda della persona e dei suoi gusti. Spesso mi è capitato che ci fossero persone che non sopportassero l'odore della Lavanda o della Rosa nonostante questi due oli essenziali abbiano effetti molto rilassanti.
Per questo motivo consiglio di chiedere sempre alla persona che cosa predilige, e consiglio anche, in questo caso, di non mischiare più di due oli essenziali alla volta.

https://www.piuvivi.com/bellezza/cellulite-oli-essenziali-migliori-come-si-usano-applicazione.htm

mercoledì 5 aprile 2017

Massaggio Tradizionale Svedese

Storia
Il Massaggo Svedese è il massaggio classico occidentale per eccellenza. Nasce appunto in Svezia dal medico e fisioterapista Pehr Henrik Ling (1776-1839).
Terminati gli studi partì per l'estero e viaggiò per sette lunghi anni. Durante questo viaggio fece la conoscenza di un certo "Ming", un cinese che lo istruì sulle pratiche delle arti marziali e del massaggio una terapia manuale per la cura del corpo praticata in Cina.
Tornato in Svezia, Pehr Henrik Ling, elaborò un approccio che integrasse gli insegnamenti del Tui Na alla medicina tradizionale occidentale, creando un sistema di ginnastica composto da quattro parti; pedagogica, medica, militare e estetica (Swedish Ling gymnastics). Questo sistema fu, dopo incessanti pressioni da parte di Ling, riconosciuto dal governo svedese che fondò il Gymnastik- och idrottshögskolan, istituto reale di ginnastica, di cui Ling fu nominato direttore.
Nonostante l'ostilità dei medici ortodossi, le innovazioni di Ling ebbero vasta popolarità, tanto che egli stesso fu prima eletto membro dell'Accademia Svedese e poi ottenne la cattedra di professore ordinario a Uppsala. 

Principi
Generalmente viene eseguito su tutto il corpo, ma avendo manovre abbastanza libere fra loro e sequenze non rigide, può essere eseguito anche solo su singole parti. Si esegue con olio da massaggio e generalmente praticato sul lettino.

I principali movimenti del massaggio sono:
Sfioramento: leggero e rilassante
Sfregamentoserve per drenare sangue, liquidi muscolari e linfa. Si usa anche per drenare i liquidi e le sostanze "sminuzzate" e "smosse" con la frizione e l'impastamento.
Impastamento: elasticizzante, defaticante, disintossicante, riduttiva e modellante
Pizzicottamento: stimolante, tonificante e iperemizzante (aumento di sangue nella zona trattata)
Pressione Pura: decontratturante
Percussionestimola e tonifica cute e muscoli
Frizionespremitura dei tessuti anomali (adipe localizzata, cellulite) 

Effetti
  • RILASSANTE: dona benessere
  • ANTISTRESS: allevia le tensioni
  • DECONTRATTURANTE
  • MUSCOLI: li rende più elastici, crea un aumento di ossigeno nei tessuti ed elimina le tossine
  • DEFATICANTE: riduce il tempo di recupero dopo lo sforzo fisico. Drena i tessuti dall'acido lattico e altri rifiuti metabolici 
  • Aumenta la CIRCOLAZIONE di sangue e linfa, è utile nella prevenzione di adipe e cellulite (Emolinfatico)
  • Aiuta la DIGESTIONE
  • Migliora la RESPIRAZIONE

Controindicazioni
Il massaggio Svedese come per gli altri massaggi non va praticato in presenza di: malattie contagiose, febbre o influenza, micosi della pelle e ferite aperte. In caso di gravidanza informare l'operatore. 

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In conclusione, il massaggio svedese è il massaggio che noi tutti in occidente conosciamo. Dalle sue manovre quindi nascono diversi tipi di massaggio:
MASSAGGIO DECONTRATTURANTE
MASSAGGIO EMOLINFATICO o più comunemente ANTICELLULITE
MASSAGGIO RILASSANTE e ANTISTRESS

Articoli:

LA STAMPA - 28/11/2012
Stress e sistema immunitario: il massaggio allevia il primo e stimola il secondo
La pratica del massaggio contribuisce a regolare e diminuire i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, e ad aumentare i linfociti promuovendo l’attività del sistema immunitario.

Il massaggio è una pratica antica quanto il mondo.
Da sempre si è utilizzato non solo per donare un senso di pace e rilassamento, ma anche per alleviare dolori e ottenere dei benefici a livello muscolare. Tuttavia, diversi studi hanno dimostrato come il massaggio riesca ad agire anche a livello più profondo andando a influenzare perfino la produzione ormonale e il sistema immunitario.In uno studio preliminare di qualche tempo fa, a opera di ricercatori del Cedars-Sinai Medical Center di Los Angeles in California, si è scoperto che il massaggio è in grado di abbassare i livelli di cortisolo, il cosiddetto ormone dello stress.
Il professor Mark Hyman Rapaport, presidente di Psichiatria e Neuroscienze Comportamentali al C-SMC ha commentato i risultati dello studio, pubblicato sul Journal of Alternative and Complementary Medicine, come molto interessanti ed emozionanti.
I ricercatori hanno infatti scoperto che la pratica del massaggio riesce a ridurre i livelli di questo ormone che è stato collegato all’attività del sistema immunitario. Il cortisolo, infatti, «gioca un ruolo fondamentale nella produzione dei globuli bianchi e nell’attività del sistema immunitario», spiega Rapaport nella nota C-SMC.

Lo studio ha visto il coinvolgimento di un gruppo di soggetti adulti di età compresa tra i 18 e i 45 anni, che sono stati avviati a un programma che prevedeva o 45 minuti di Swedish Massage Therapy (massaggio svedese) o un semplice massaggio leggero. Il periodo di test è durato 5 settimane e prevedeva il sottoporsi al massaggio una o due volte a settimana, a seconda dei soggetti.
Al termine dello studio, i ricercatori hanno scoperto che i partecipanti sottoposti al massaggio svedese registravano più bassi livelli di cortisolo e interleuchina (IL), e al contempo più alti livelli di ossitocina – l’ormone del buonumore – e di linfociti, rispetto ai volontari sottoposti al massaggio leggero.
In base ai risultati dello studio Rapaport e colleghi concludono che il massaggio, come quello svedese, può essere utile nel controllare non solo i livelli dell’ormone dello stress, ma anche «avere implicazioni per la gestione di condizioni infiammatorie e le malattie autoimmuni».


IL FITNESS - 05/06/2010


La cellulite è un vero e proprio dramma per milioni e milioni di donne, che – pur provando con sport e diete mirate – non riescono proprio ad eliminare gli inestetismi della buccia d’arancia. E allora perché non provare con il cosiddetto massaggio svedese?
Si tratta di un tipo di massaggio ideato da un ginnasta (svedese per l’appunto) all’inizio del secolo scorso e universalmente riconosciuto come il classico massaggio occidentale. Di solito si esegue su tutto il corpo allo scopo di rilassare e decontrarre ogni singolo muscolo, ma nulla vieta di eseguirlo su singole parti, come i glutei o le cosce, ad esempio, ovvero le zone in cui si annida maggiormente la cellulite.
Questo tipo di massaggio si esegue compiendo dei movimenti specifici, che vanno dallo sfioramento alla pressione alla percussione, servendosi anche di oli specifici che favoriscono lo scivolamento delle mani da parte del massaggiatore, affinché quest’ultimo riesca a donare sensazioni di rilassamento e di benessere generale.

Ma cosa c’entra tutto questo con la cellulite? Ebbene il massaggio svedese è particolarmente indicato nel trattamento della ritenzione idrica, maggiore responsabile della cellulite, poiché va ad intervenire sulla circolazione sanguigna e linfatica. Grazie ai movimenti di sfioramento e pressione, vengono sollecitati i tessuti adiposi di cosce e glutei in modo da favorire l’espulsione delle tossine.
Naturalmente il massaggio svedese non ha nulla di miracoloso ed è inutile illudersi che da solo possa risolvere i problemi legati alla comparsa della buccia d’arancia. Tuttavia, se affiancato ad una buona dieta ed ad una sana attività fisica, riesce a dare risultati sorprendenti dopo poche sedute.
Non dimentichiamo poi che questo tipo di massaggio è indicato anche nel trattamento delle patologie legate allo stress ed è anche un ottimo tonificante per tutti i muscoli del corpo e non solo per quelle zone interessate dalla cellulite. Che dite, vale la pena provare?

CORRIERE DELLA SERA - 27/07/2011
Sì ai massaggi contro il mal di schiena
Lo "svedese" il "profondo" riducono dolori e fastidi

MILANO - Il mal di schiena proprio non vuol passare. Settimane e mesi di convivenza con il dolore mettono alla prova chiunque, e chi ci è passato in genere le prova tutte. Ora una sperimentazione clinica condotta su 400 pazienti, pubblicata sul prestigioso New England Juurnal of Medicine, dimostra che uno dei metodi più spesso scelti dai pazienti, il massaggio, funziona per davvero. Almeno, finché ci si sottopone con regolarità alle manipolazioni.
STUDIO – La ricerca, condotta da Daniel Cherkin del Group Health Research Institute, ha coinvolto pazienti con mal di schiena da almeno tre mesi: un gruppo è stato sottoposto al classico massaggio svedese, un altro gruppo è stato trattato con massaggi “strutturali” (ovvero profondi massaggi alle articolazioni e allo scheletro), il terzo gruppo ha continuato a curarsi come faceva in precedenza, spesso con i farmaci antidolorifici. Chi faceva i massaggi è stato sottoposto a una seduta alla settimana per due mesi e mezzo. Al termine di questo periodo, oltre un terzo dei pazienti che avevano ricevuto massaggi ha dichiarato di stare meglio o che il mal di schiena era addirittura scomparso, cosa capitata solo a un quarto dei pazienti che avevano proseguito con le cure abituali. Oltre al miglioramento netto nei confronti del dolore, chi aveva fatto i massaggi riusciva a muoversi meglio rispetto agli altri nel doppio dei casi; la maggioranza era più attiva, passava meno tempo a letto e aveva anche ridotto il ricorso ai farmaci.
BENEFICI – C'è però un neo: perché funzionino, i massaggi bisogna continuare a farli. «Dopo sei mesi dal periodo di trattamento i massaggi mostrano ancora vantaggi, che però svaniscono a un anno di distanza», ammette Cherkin. Entrambi i tipi di massaggio però si sono rivelati utili, e questa è una novità: «Si è sempre pensato che i massaggi “strutturali”, focalizzati su tessuti che possono essere doloranti come muscoli e legamenti, fossero più efficaci del massaggio svedese classico, che invece mira a un rilassamento generale. Invece entrambi funzionano – spiega il ricercatore –. Si tratta di una buona notizia perché i massaggi strutturali richiedono personale più esperto e sono in genere più costosi, mentre il massaggio svedese viene offerto in un maggior numero di centri e costa di meno». I massaggi, stando ai dati raccolti, avrebbero la stessa utilità di altri interventi anti-mal di schiena, dall'agopuntura allo yoga, all'esercizio fisico; come molti di questi trattamenti, non hanno effetti collaterali considerevoli e possono essere perciò considerati un'opzione per i pazienti. Sui motivi dell'efficacia dei massaggi non c'è pero certezza: «I massaggi potrebbero avere effetti specifici di stimolazione dei tessuti o funzionare come calmanti sul sistema nervoso centrale – ipotizza Cherkin –. In alternativa, potrebbero spingere il paziente a porsi in maniera più attiva nei confronti del suo problema e quindi della possibile guarigione grazie a effetti aspecifici: il semplice piacere nell'essere toccati o nel trascorrere tempo in una situazione di relax, una maggior consapevolezza di sé che spinge a evitare ciò che può indurre il mal di schiena, i suggerimenti del terapista su piccoli esercizi o movimenti da fare a casa. Qualunque sia il motivo, i dati sono incoraggianti: in oltre un caso su tre i massaggi aiutano a liberarsi dal mal di schiena», conclude il ricercatore.

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